Tashkent · Mosca · Roma
Kariné Sutyagina
Tashkent Mosca Roma

La mia ricerca prende forma in opere pittoriche e sculture murali in cui materia, luce e stratificazioni costruiscono superfici dinamiche e tridimensionali. Attraverso composizioni geometriche, elementi circolari e livelli di plexiglass, realizzo opere che mutano al variare della luce e del punto di osservazione, rendendo visibile un movimento che non appartiene alla materia ma alla percezione. Mi interessa indagare il rapporto tra immobilità e movimento, tra ciò che appare e ciò che rimane invisibile, traducendo emozioni, energie e stati interiori in forme capaci di attivare un'esperienza percettiva.

La mia pratica si sviluppa attraverso un linguaggio che intreccia materia, luce e stratificazione. Le mie origini multietniche e la crescita lungo la Via della Seta — dove geometria e spiritualità si intrecciano — portandomi da Tashkent a Mosca e Roma, ispirano una ricerca in cui rigore geometrico e dimensione spirituale trovano un equilibrio comune. La formazione nella danza classica sovietica permane come memoria del gesto: una disciplina del corpo che oggi si traduce nella costruzione dello spazio, del ritmo e delle relazioni tra i materiali. Pittura materica, plexiglass stratificato, foglie metalliche e interventi di action painting convivono in un processo che affida alla luce il compito di completare l'opera, rendendola variabile e percettivamente instabile.

I guanti bianchi, indossati durante ogni fase del lavoro, rappresentano un gesto di cura verso quella che considero la materia più preziosa: l'emozione.

La mia ricerca nasce dalla convinzione che l'arte possa estendere le possibilità della percezione. Attraverso il dialogo con la luce e con lo spazio, ogni lavoro costruisce una relazione mutevole con il contesto, sottraendosi ad una lettura definitiva. Mi interessa realizzare opere che mantengano aperto il significato, capaci di rinnovarsi a ogni incontro e di suggerire che ciò che osserviamo dipende tanto dalla materia quanto dallo sguardo che la attraversa.

Kariné Sutyagina

Indossare i guanti bianchi - Un rito che si ripete prima di ogni opera, come una soglia da attraversare

Materia e processo

Materia, luce e gesto si intrecciano in ogni fase del mio lavoro. Plexiglass stratificato, foglie d'oro, argento e rame, pigmenti e tela non sono semplici strumenti: sono superfici vive, che custodiscono il tempo e la cura di ogni passaggio. Nella scelta di ogni materiale ritrovo la stessa disciplina appresa nella danza classica — un equilibrio tra rigore e libertà che oggi si traduce nel dialogo tra le mani e la materia.

Plexiglass
Plexiglass
Oro · Rame · Argento
Oro · Rame · Argento
Pigmento
Pigmento
Tela
Tela