Circoscrivere l'infinito

- Valentina Martinoli - Artecracy.eu -17 febbraio 2017

L'arte della Karinè Sutyagina desidera l'infinito e diventa una sua apparente rappresentazione circoscritta.
Fin dai tempi antichi, l'occhio è sempre stato espressione di una più alta divinità, che ci guarda e ci protegge. Il TUTTO è illusoriamente racchiuso nella forma circolare, ma invece diventa sempre più grande, includendo tutti noi, perché è il riflesso di una scintilla che è già nascosta nella nostra anima.
Onde senza tempo, bagliori dell'esperienza accumulata durante le ere diventano conoscenza, saggezza che possiamo possedere attraverso la cattura della memoria individuale e collettiva.
Molti verbi sono legati alla percezione visiva: guardare, vedere, fissare. Ma le sfere ipnotiche di Karine sono disposte a condurci a VEDERE: dentro e fuori di noi stessi, facendoci entrare in un cosmo dove possiamo ritrovarci.
Siamo piccoli frammenti che diventano, in modo ordinato e imprevedibile, parte della Realtà, divina e umana.
Le categorie hanno perso i loro confini nell'universo, l'unico modo per mantenere la rotta è affidarsi alla nostra vista, che è condivisa con quella di un essere superiore che ha il nostro stesso nome.

L'energia divina ci guarda e ci troviamo nel suo riflesso. Le sfere di Karinè Sutyagina sono una preghiera circolare, che parte dall'umanità verso il cielo, per poi tornare da noi, perché siamo causa e origine della sua essenza. 

Il Paradiso Inclinato

- Luca Tomio - a cura di Achille Bonito Oliva "Ex Dogana" 28 aprile- 15 maggio 2016

Come Kounellis giunse dalla sua Grecia, così Karine Sutyagina è giunta a Roma passando da Mosca e Parigi e muovendo i primi passi dalle lontane steppe dell'Asia, attraverso quella Via della Seta che ha per crocevia Samarcanda.

La vera forza di Roma è sempre stata quella di rafforzarsi disperdendosi e accogliendo le più disparate forze...

Prima ancora di vedere le opere di Karine mi colpi una sua frase: " L'arte è come la vita, un percorso predestinato determinato dalle tue libere scelte ", una contraddizione in termini che forse cela il segreto delle sue opere: grandi pupille specchianti che ci guardano come costellazioni lontane, come la costellazione del Drago che un tempo era il perno del cielo e della conoscenza,

Tenendo in conto che non è stato ancora svelato il motivo per cui l'insegnamento supremo dei Veda è comprendere che l'immortalità non è rappresentata ma è proprio la tua immagine che si rispecchia nella pupilla di chi ti guarda mentre lo guardi...